Capitolo 2
La Squadra Scelta

Ma Lorenz lo ignorò e con un sorrisetto divertito, proseguì «Infine... guardami!» si mise in mostra, muovendo le braccia verso il basso con un movimento rotatorio semicircolare, mentre indicava il suo intero corpo «Guarda chi è il tuo avversario! Un dio della guerra, la bellezza incarnata, la grazia e la magnificenza resa persona, un vero fenomeno...»
«...da baraccone!» lo interruppe Mina. Era rimasta in silenzio finché l’allenamento non era finito, ma la misura era colma. «Andiamo Lorenz... direi che li hai torturati abbastanza questi ragazzi» e tutti e sei si girarono verso di lei gridando «Comandante Mina!» quasi all’unisono.
«Ah, comandante! Stavo solo insegnando qualche regola di combattimento ai nostri compagni...»
«Se non la smetti di vantarti, la prossima volta scendo io in campo, così vediamo se c’è qualcosa da insegnare anche a te.»
Feona ridacchiò, ma Lorenz non perse il suo solito temperamento. «Ah, mia cara Mina, non c’è niente che potresti insegnarmi in campo di battaglia, ma un paio di lezioni private le prenderei lo stesso...» ammiccò alzando e abbassando le sopracciglia.
«Oh! Per Ryodal, fratello, non hai il minimo senso del pudore!» A parlare era stato uno dei ragazzi che fino ad allora era rimasto seduto sul muretto e che una volta giunta Mina, aveva raggiunto gli altri. Si trattava di un ragazzo molto basso, non superava il metro e sessantacinque, corporatura minuta e capelli castani portati in maniera spettinata all’indietro. Un nugolo di lentiggini faceva capolino sul viso a forma di cuore, due occhi grandi e verdi scrutavano il fratello con rimprovero e sdegno.
«Cavolo capitano, Rashe ha ragione! La comandante Mina è pur sempre un nostro superiore...» rincarò la dose Jaromir.
Lorenz scrollò le spalle «Ragazzi, non posso farci niente...» disse a mo’ di giustificazione.
«Vedi di calmare i tuoi bollenti spiriti, o sei fuori dalla squadra» ribatté risoluta Mina.
«Va bene, ammetto di aver esagerato e faccio le mie scuse» accompagnando il tutto con una riverenza teatrale. «Piuttosto... cosa ha detto il grande capo? Procediamo?» e gli sguardi di tutti si spostarono su Mina, in attesa di una risposta.
Mina li osservò uno a uno e rispose «Si, l’ho convinto. Il generale Zephyr ci ha dato il permesso di prelevare diecimila interi d’oro e domani mattina compreremo i settanta litri di Dravoc da portare al nostro contatto.»