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Capitolo 10

Una Lunga Giornata

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D’un tratto Radamante, seccato dal ballo, sbottò Bene, direi che ti sei divertito abbastanza per stasera, non credi Holster?

Lui lo pregò con voce piagnucolante Ti prego, non abbiamo mai occasioni del genere, Radamante. Lasciamene ballare ancora una. Giuro che è l’ultima, poi ce ne andiamo via...

Radamante sospirò furiosamente. Una sola! Poi via di qui!

Andò nuovamente da Lady Melissa Rosten, invitandola a ballare «Ci perdoni Lady Rosten, vi dispiacerebbe riprendere da dove avevamo lasciato?» Lei lasciò il suo attuale cavaliere e rivolgendosi a lui con un mezzo sorriso, rispose «Vostra maestà, avete finito il giro di conversazioni?» non mancando una piccola punta di gelosia.

Rhodes si morse il labbro «Sapete com’è, l’imperatore deve rivolgersi all’intero impero...»

Lei rise «Scherzi sciocchi a parte, ovviamente, accetto il vostro cortese invito.»

Batté le mani e rivolgendosi ai musici annunciò «Che le danze continuino!» con un tono di voce carezzevole. Una parte degli invitati accorse al centro della sala, per ricominciare a danzare dopo l’ennesima breve pausa.

[…]

Continuarono a danzare ancora per un po’ in silenzio.

Poi Lady Rosten domandò «Mi permettete di dirvi una cosa, vostra maestà?»

Rhodes sorrise «Certamente, mia signora.»

Lei continuò un po’ incerta «Oggi ho visto un uomo nuovo, oltre quello in armatura a cui siamo abituati a osservare gli altri giorni. Questa sera avete dato un’immagine diversa di voi...»

«Ma davvero? Perché che immagine daremmo?» ribatté divertito.

«Forte, autoritario e irremovibile. Ma anche freddo e duro. Come è giusto che sia un imperatore. Ma questa sera, non saprei, i vostri modi, sono diversi... potrei anche giurare che le vostre espressioni, persino le movenze... siano differenti.»

Rhodes sorrise beffardo «Ma davvero? E in cosa sarebbero differenti questa sera?»

Melissa Rosten lo fissò «Prendete le cose con più leggerezza, sembrate imprevedibile, mutevole. Un uomo a cui piace godersi la vita, attento anche ai dettagli, alle cose leggere della vita e alle frivolezze. Vedendovi in questa veste, ammetto che è un’immagine che vi si addice di più. Vi rende più umano e accorto ai bisogni altrui. Ammetto che con questo vostro comportamento, avete stuzzicato la mia curiosità. Mi piacerebbe scoprire cosa vi passa per la testa, per capire come facciate a cambiare così tanto...»

Lui ridacchio «Ah ah ah! Ah, Lady Rosten, che ottima osservatrice che siete! Ma vi avverto, se un giorno dovreste scoprire cosa mi passa per la testa, rimarreste sconvolta...»

Lei lo osservò languida «Potreste mettermi alla prova...»

Lui la cinse per i fianchi con maggiore forza e avvicinò il suo volto a quello della donna «Forse un giorno, chissà...» e sorrise beffardo.

Dopo alcuni minuti, Lady Rosten ruppe il silenzio «Vostra maestà, toglietemi una curiosità... tra tutti i vostri interlocutori, c’è qualcuno che ha catturato la vostra attenzione questa sera?»

Lui non si tolse il sorriso sornione dalla faccia «Mia cara Lady Rosten. Abbiamo occhi solo e soltanto per voi...»

Lei scosse la testa «Non prendetemi in giro. Non sembra proprio come dite voi...»

Lui ribatté «Questo è uno degli enigmi della nostra testa, Lady Rosten. Starò mentendo? Starò dicendo la verità? Chissà...»

Lei di tutta risposta sorrise e scosse la testa nuovamente.

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