Prologo

Ma il ragazzo non stava più ascoltando. Non vedeva l’ora che quella lunga e noiosa lezione finisse. Tutti i giorni era la stessa storia. Cominciava le sue lezioni, costretto a imparare i nomi di questa o quella famiglia, che vivevano da qualche parte nell’impero, o in alcuni casi, persino al di fuori. Ma a lui cosa interessava dei loro nomi? Lui era il principe ereditario. Quando sarebbe diventato imperatore, tutti avrebbero dovuto obbedirgli ed eseguire tutto ciò che gli passava per la testa, senza obiettare. Quindi, era davvero così necessario imparare tutti quei nomi? Quelli che gli avrebbero obbedito, sarebbero stati premiati e quelli che non l’avrebbero fatto, sarebbero stati messi a morte, così gli altri li avrebbero semplicemente presi a esempio. Secondo lui, ciò che valeva la pena imparare era leggere e scrivere, ma solo perché doveva promulgare gli ordini scritti di suo pugno a tutto l’impero. Ma che bisogno c’era di studiare altre materie inutili come letteratura, storia, geografia, strategia e politica? Per un imperatore l’unica cosa importante era se i sudditi avessero obbedito ai suoi ordini, o no. A tutti gli altri particolari avrebbe provveduto qualcun altro.