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Capitolo 1

Il Generale Sfuggente

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In quell’esatto momento si rese conto di essersi addentrato nel cuore della foresta, poiché ciò che gli stava attorno aveva cambiato aspetto. Dai fitti alberi verdi dalla corteccia morbida che lasciavano intravedere la tenue luce del sole, ora vi erano piante con tronchi dal legno scuro che rasentava il nero, le cui fronde erano così fitte da costituire un soffitto naturale di foglie. Il giovane dovette fare più volte attenzione a non inciampare in trappole naturali costituite da radici e rovi, sempre più numerosi.

Decise di tornare indietro, quando improvvisamente, sentì il suono di un ramo spezzato. Non appena percepì quel rumore, sapeva quello che sarebbe successo.

E non sarebbe stato piacevole. 

Si voltò di scatto e corse il più velocemente che poté verso la strada alle sue spalle, incurante delle spine che gli strappavano la lunga tunica nera e gli graffiavano il volto. Alcune gli si conficcarono nelle mani, lasciando ferite e gonfiando le sue dita arrossate.

Un possente ruggito si diffuse per tutta la foresta e Zephyr capì che erano vicini. Dannazione! imprecò interiormente, sperando vivamente di non essere lui la preda designata. Continuò a fuggire alla massima velocità che le sue corte gambette gli permettevano. All’improvviso sentì un’ombra sui rami sopra di lui.

Speriamo che hanno puntato qualcuno, o qualcosa davanti a me... pensò con poca convinzione. Purtroppo, come aveva temuto, era lui il bersaglio prescelto. Non aveva neanche finito di formulare quel pensiero, che l’ombra balzò dai rami e atterrò giusto un passo davanti a lui. Non si rese nemmeno conto di cosa stesse succedendo, che sentì tutta la forza di un braccio, che lo prese per il bavero e lo scaraventò contro l’albero più vicino.

Nonostante tutti i suoi sforzi, per sua sfortuna, era stato raggiunto.

«Bene, bene. Guarda cos’abbiamo qui...»

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